MAYDAY 2010. IL NOSTRO TEMPO.
10 anni di may day.
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Primo Maggio 2010.
Per il decimo anno consecutivo le strade del centro di Milano saranno invase dalla marea ribelle e incazzata dei precari e delle precarie. Dieci anni di MayDay, dai primi carretti alle decine di migliaia di persone e a una lunga scia di carri ad alto volume. Sono i carri delle realtà sociali e lavorative in lotta, dei sindacati di base, ma anche di soundsystem, tribes ed espressioni dirette della creatività che vuole farsi ancora sentire. E’ la faccia del precariato che non vediamo nelle indagini, quella dei musicisti, dei performer e dei semplici appassionati che portano in strada una produzione controculturale sempre più schiacciata tra un pop di massa televisivo e un proibizionismo sempre più invadente. Un proibizionismo che ha superato la semplice repressione bigotta contro le sostanze, per spingersi fino a chiudere direttamente ogni spiraglio di aggregazione e di produzione controculturale. Si chiudono gli spazi ma si aprono le strade, ed è nelle strade che le voci e i suoni degli impianti a palla del precariato ribelle rimbalzeranno, tra i muri di una città che ci vuole respingere ogni giorno.
Per riappropriarci degli spazi, per rivendicare una produzione culturale alternativa al piattume mainstream imperante, per diffondere una conoscenza che sia realmente libera, condivisa ed accessibile…
Per una riforma drastica della proprietà intellettuale, in cui il diritto alla condivisione ed alla rielaborazione si sostituisca alla politica attuale di Siae ed affini, i cui metodi mafiosi oggi strangolano sul nascere ongi tentativo di iniziativa culturale…
Contro il proibizionismo e la paranoia della sicurezza legata ai raduni, alla notte e agli stati alterati di coscienza…
Per dire NO ad una precarizzazione invadente che ci sottrae giorno per giorno diritti e reddito sul lavoro e spazi nei territori…
Per rilanciare la proposta di un nuovo sistema di diritti che porti ad un welfare su misura delle nostre vite: che garantisca il diritto alla casa, l’accesso ai saperi e alla tecnologia, una mobilità libera e sostenibile e soprattutto la continuità di reddito che ci permetta di rifiutare gli impieghi sottopagati e pericolosi e rilanciare la libertà d’iniziativa individuale e collettiva a discapito dei monopoli dell’industria della musica e dello spettacolo…
Per tutto questo partecipiamo alla decima MayDay. E ci faremo sentire!
RECLAMA REDDITO e DIRITTI DIFFONDI CULTURA e DISSENSO
MAYDAY MAYDAY
Per adesioni, scrivete a  soundtrack at euromayday.org
Prime adesioni:
- Bass Massive Squad
- Blackqirex
- Delta9
- Esasperatek
- Free Underground Tekno
- Giardinieri Sovversivi Romani
- HulabulaH
- Kimo Sound
- KNR – Ponte
- Kriminalhertz
- Krustek
- La Fattoria
- La Groova
- Loopkore
- MechanikaCrew
- Mental Assault Frequency
- MKN Brigade
- Modal Nodes
- New Species
- Otakon
- PowaFlowa
- Radio Galeer
- Reset!
- ShockRaver
- Skinny Bah
- Sound Alteration Family
- State of Arts
- TnT
- Unconventional Party
- Undersouldiers167




